Interventi
Chirurgia facorefrattiva: l’intervento di cataratta che corregge anche i difetti visivi
La chirurgia facorefrattiva (dall’unione di facoemulsificazione, la tecnica chirurgica con cui si rimuove il cristallino, e refrattiva, riferita alla correzione dei difetti visivi) è l’evoluzione moderna dell’operazione di cataratta. L’obiettivo non è più soltanto restituire trasparenza all’occhio, ma progettare il risultato visivo finale: vedere bene a tutte le distanze, riducendo o eliminando la necessità degli occhiali.
Presso Siena Eye Laser ogni intervento di cataratta viene affrontato con l’approccio facorefrattivo: la cornea e il bulbo oculare vengono studiati con la stessa precisione richiesta dalla chirurgia refrattiva pura, e la lente intraoculare viene scelta su misura, in base alle caratteristiche anatomiche del singolo occhio, allo stile di vita del paziente e alle sue aspettative visive.
Che cos’è la chirurgia facorefrattiva (e perché è diversa dalla cataratta tradizionale)
La cataratta tradizionale ha un obiettivo dichiarato: rimuovere il cristallino opacizzato e sostituirlo con una lente monofocale che mette a fuoco a una sola distanza, di norma il lontano. Il paziente recupera la trasparenza ma resta dipendente dagli occhiali — perlomeno per la lettura, spesso anche per le distanze intermedie.
La chirurgia facorefrattiva cambia paradigma. Sfrutta la stessa tecnica chirurgica (facoemulsificazione con incisione mini-invasiva e impianto di lente intraoculare), ma trasforma l’intervento in un’opportunità refrattiva. Significa:
- Pianificare in anticipo la refrazione target del paziente (lontano? intermedio + lontano? tutte le distanze?), in funzione delle sue priorità visive
- Scegliere la lente intraoculare in base a quel target: monofocale, torica per l’astigmatismo, EDOF per il lontano e l’intermedio, trifocale per la piena autonomia
- Utilizzare biometria ad altissima precisione e formule di calcolo evolute (Barrett, Hill-RBF, Hoffer QST) per ridurre al minimo lo scarto refrattivo finale
- Correggere contemporaneamente l’astigmatismo corneale con lenti toriche customizzate, evitando la necessità di occhiali residui
Il risultato è un intervento di cataratta in cui la trasparenza dell’occhio è solo il punto di partenza: l’obiettivo è la qualità finale della visione e l’autonomia dagli occhiali.
Quando è indicata la chirurgia facorefrattiva
L’approccio facorefrattivo è indicato in diverse situazioni cliniche, alcune ovvie, altre meno.
Cataratta in fase iniziale o avanzata
Quando è presente una cataratta che inizia a influenzare la qualità della visione (lettura affaticata, sensibilità alle luci, percezione meno vivida dei colori, difficoltà nella guida notturna), l’intervento facorefrattivo è il momento ideale per correggere anche eventuali difetti visivi preesistenti: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Presbiopia con cristallino non ancora opaco (oltre i 50 anni)
L’intervento facorefrattivo può essere proposto anche in assenza di una cataratta conclamata, come soluzione alla presbiopia in pazienti oltre i 50-55 anni. In questi casi si parla più propriamente di lensectomia refrattiva o refractive lens exchange (RLE), una procedura sostanzialmente identica alla facorefrattiva ma motivata dalla scelta di non aspettare la cataratta. Il cristallino naturale, ormai poco efficace per l’accomodazione, viene sostituito con una lente premium che restituisce visione nitida a tutte le distanze.
Miopia o ipermetropia elevata oltre i 50 anni
I difetti refrattivi molto elevati (miopie sopra le -10 diottrie, ipermetropie sopra le +4) non sono più facilmente correggibili con il laser dopo una certa età, e con l’avvicinarsi della cataratta diventa più razionale anticipare l’intervento facorefrattivo, ottenendo in un’unica operazione la correzione del difetto refrattivo e la prevenzione della futura cataratta.
Astigmatismo significativo associato a cataratta
Un astigmatismo regolare superiore alle 0,75-1,00 diottrie, se non corretto durante l’intervento di cataratta, lascerebbe il paziente dipendente dagli occhiali anche dopo l’operazione. L’impianto di una lente intraoculare torica risolve definitivamente il problema, restituendo nitidezza piena per la distanza target.

Come si svolge l’intervento facorefrattivo
La chirurgia facorefrattiva è una delle procedure più sicure e collaudate della medicina moderna. Si esegue ambulatorialmente, in anestesia locale (gocce di collirio anestetico), senza ricovero. Ogni occhio richiede circa 10-15 minuti effettivi, e i due occhi vengono di norma operati in giorni distinti.
Le fasi dell’intervento
- Preparazione: applicazione del collirio anestetico e dilatazione della pupilla
- Microincisione corneale: incisione di circa 2 mm che funge da accesso per gli strumenti
- Capsuloressi: apertura della capsula anteriore del cristallino, eseguita manualmente o assistita dal laser a femtosecondi
- Facoemulsificazione: il cristallino viene frammentato delicatamente con gli ultrasuoni e aspirato
- Impianto della lente intraoculare: la nuova lente viene iniettata ripiegata attraverso la microincisione e si apre nel sacco capsulare, restando in posizione definitiva
- Chiusura: l’incisione è così piccola che si chiude spontaneamente, senza necessità di punti di sutura
L’intervento si svolge sotto il microscopio operatorio Zeiss Lumera, una delle strumentazioni più evolute al mondo per la chirurgia del segmento anteriore.
Femto-facorefrattiva: l’assistenza del laser a femtosecondi
In casi selezionati l’intervento viene eseguito con il supporto del laser a femtosecondi (femto-cataratta o femto-facorefrattiva), che esegue automaticamente la capsuloressi, la frammentazione del cristallino e le incisioni corneali con precisione sub-millimetrica.
È una tecnica utile in particolari condizioni anatomiche, quando si vuole ridurre l’energia ultrasonica trasmessa all’occhio o quando si impianta una lente premium che richiede massima precisione nel posizionamento.
Siena Eye Laser dispone di tre laser a femtosecondi Ziemer dedicati, che garantiscono la continuità del servizio anche durante i cicli di manutenzione.
Recupero e post-operatorio
Una delle caratteristiche più apprezzate della chirurgia facorefrattiva moderna è la rapidità del recupero. Subito dopo l’operazione il paziente vede già in modo diverso, sebbene la visione finale si stabilizzi nell’arco di qualche settimana.
- Subito dopo l’intervento: leggero annebbiamento e occhio appena arrossato, fastidi di entità trascurabile, nessun dolore
- Giorno successivo: visita di controllo, generalmente con visione già ampiamente recuperata
- Prima settimana: colliri antibiotici e antinfiammatori secondo schema personalizzato; ripresa progressiva delle normali attività quotidiane
- Prime 4-6 settimane: stabilizzazione progressiva della refrazione e del risultato visivo; con le multifocali, periodo di adattamento neurale

Il secondo occhio viene operato dopo qualche giorno o qualche settimana dal primo. Le visite di controllo previste dal protocollo sono comprese nel costo dell’intervento.
Chirurgia facorefrattiva o laser corneale: come si decide
Una delle domande più frequenti riguarda la scelta tra un intervento sulla cornea (Femto-LASIK, CLEAR/SMILE) e la chirurgia facorefrattiva con sostituzione del cristallino. La risposta dipende soprattutto da età, entità del difetto refrattivo e stato del cristallino naturale.
- Sotto i 45-50 anni con difetti refrattivi moderati: la prima scelta è il laser corneale (Femto-LASIK o CLEAR), che rispetta il cristallino naturale e la sua capacità di accomodare.
- Sotto i 45-50 anni con difetti refrattivi moderati: la prima scelta è il laser corneale (Femto-LASIK o CLEAR), che rispetta il cristallino naturale e la sua capacità di accomodare.
- Tra i 50 e i 60 anni con presbiopia che inizia a influenzare le attività quotidiane: la chirurgia facorefrattiva (o lensectomia refrattiva) diventa progressivamente la scelta più razionale, anche in assenza di cataratta conclamata
- Sopra i 60 anni con segni iniziali di cataratta: l’intervento facorefrattivo è la scelta naturale, perché risolve in un’unica operazione cataratta e difetti visivi.
- Difetti refrattivi molto elevati (oltre -10 di miopia o +5 di ipermetropia) a qualsiasi età: se non sono indicate le lenti fachiche, la facorefrattiva diventa la soluzione preferibile.

La scelta definitiva si fa durante la visita pre-operatoria, sulla base di tutti gli esami diagnostici e delle priorità visive del paziente.
Casi particolari nella chirurgia facorefrattiva
Chirurgia facorefrattiva dopo un precedente intervento laser
I pazienti che hanno già fatto un intervento laser sulla cornea (Femto-LASIK, PRK, LASIK) presentano una cornea modificata dall’operazione precedente: il calcolo della lente intraoculare è quindi più complesso e richiede formule biometriche dedicate (Barrett True-K, Haigis-L, ASCRS). La nostra grande esperienza nel campo della chirurgia refrattiva ci permette di affrontare questi casi con la stessa precisione delle situazioni standard.
Facorefrattiva e cheratocono
La presenza di un cheratocono richiede una valutazione attenta della stabilità della cornea e del tipo di lente da impiantare. In casi selezionati è possibile combinare la chirurgia facorefrattiva con un trattamento di cross-linking corneale per stabilizzare l’occhio.
Il Prof. Leccisotti ha pubblicato per primo a livello internazionale sulla strategia delle lenti intraoculari nel cheratocono.
Bulbi oculari estremi (assi molto lunghi o molto corti)
Le formule biometriche di ultima generazione (Barrett Universal II, Hill-RBF, Kane) ci permettono di ottenere risultati molto accurati anche su bulbi oculari estremi, condizione che storicamente è sempre stata una sfida nella chirurgia della cataratta.
Perché scegliere Siena Eye Laser per la chirurgia facorefrattiva
- Approccio refrattivo dichiarato: ogni intervento di cataratta è progettato come chirurgia refrattiva a tutti gli effetti, con biometrie ad altissima precisione e una scelta della lente personalizzata sul singolo paziente
- Certificazione CERSOI: il centro è certificato dalla Società Oftalmologica Italiana sia per la chirurgia della cataratta sia per la chirurgia con laser a eccimeri
- Equipe specializzata: i nostri chirurghi della cataratta (Prof. Leccisotti, Dr. Malandrini, Dr. Posarelli) hanno casistiche operatorie tra le più ampie del centro Italia e pubblicano regolarmente su riviste internazionali
- Tecnologie di ultima generazione: microscopio Zeiss Lumera, tre laser a femtosecondi Ziemer per la femto-cataratta, laser Nd:YAG Zeiss Visulas III per la capsulotomia post-operatoria, diagnostica completa e biometria ottica ad alta precisione
- Ridondanza tecnologica: la dotazione multipla di laser garantisce la continuità del servizio anche durante i cicli di manutenzione, senza rinvii per il paziente
- Trasparenza tariffaria: tariffe pubbliche e chiare — 1.650 € per occhio con lente monofocale, 2.000 € per occhio con lente EDOF o trifocale, comprese le normali visite di controllo (vedi pagina tariffe)
Costo della chirurgia facorefrattiva
Le tariffe per l’intervento facorefrattivo a Siena Eye Laser sono trasparenti e comprendono l’intero percorso (intervento, lente intraoculare e visite di controllo previste dal protocollo):
- Intervento facorefrattivo con lente intraoculare monofocale: 1.650 € per occhio
- Intervento facorefrattivo con lente EDOF o trifocale: 2.000 € per occhio
Le lenti toriche personalizzate per l’astigmatismo possono comportare un sovrapprezzo che viene sempre concordato in fase di pianificazione. L’intervento è detraibile al 19% come spesa sanitaria. Vai alla pagina tariffe per il quadro completo.