Chirurgia facorefrattiva: l’intervento di cataratta che corregge anche i difetti visivi

La chirurgia facorefrattiva (dall’unione di facoemulsificazione, la tecnica chirurgica con cui si rimuove il cristallino, e refrattiva, riferita alla correzione dei difetti visivi) è l’evoluzione moderna dell’operazione di cataratta. L’obiettivo non è più soltanto restituire trasparenza all’occhio, ma progettare il risultato visivo finale: vedere bene a tutte le distanze, riducendo o eliminando la necessità degli occhiali.

Presso Siena Eye Laser ogni intervento di cataratta viene affrontato con l’approccio facorefrattivo: la cornea e il bulbo oculare vengono studiati con la stessa precisione richiesta dalla chirurgia refrattiva pura, e la lente intraoculare viene scelta su misura, in base alle caratteristiche anatomiche del singolo occhio, allo stile di vita del paziente e alle sue aspettative visive.

Che cos’è la chirurgia facorefrattiva (e perché è diversa dalla cataratta tradizionale)

La cataratta tradizionale ha un obiettivo dichiarato: rimuovere il cristallino opacizzato e sostituirlo con una lente monofocale che mette a fuoco a una sola distanza, di norma il lontano. Il paziente recupera la trasparenza ma resta dipendente dagli occhiali — perlomeno per la lettura, spesso anche per le distanze intermedie.

La chirurgia facorefrattiva cambia paradigma. Sfrutta la stessa tecnica chirurgica (facoemulsificazione con incisione mini-invasiva e impianto di lente intraoculare), ma trasforma l’intervento in un’opportunità refrattiva. Significa:

  • Pianificare in anticipo la refrazione target del paziente (lontano? intermedio + lontano? tutte le distanze?), in funzione delle sue priorità visive
  • Scegliere la lente intraoculare in base a quel target: monofocale, torica per l’astigmatismo, EDOF per il lontano e l’intermedio, trifocale per la piena autonomia
  • Utilizzare biometria ad altissima precisione e formule di calcolo evolute (Barrett, Hill-RBF, Hoffer QST) per ridurre al minimo lo scarto refrattivo finale
  • Correggere contemporaneamente l’astigmatismo corneale con lenti toriche customizzate, evitando la necessità di occhiali residui

Quando è indicata la chirurgia facorefrattiva

L’approccio facorefrattivo è indicato in diverse situazioni cliniche, alcune ovvie, altre meno.

Quando è presente una cataratta che inizia a influenzare la qualità della visione (lettura affaticata, sensibilità alle luci, percezione meno vivida dei colori, difficoltà nella guida notturna), l’intervento facorefrattivo è il momento ideale per correggere anche eventuali difetti visivi preesistenti: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

L’intervento facorefrattivo può essere proposto anche in assenza di una cataratta conclamata, come soluzione alla presbiopia in pazienti oltre i 50-55 anni. In questi casi si parla più propriamente di lensectomia refrattiva o refractive lens exchange (RLE), una procedura sostanzialmente identica alla facorefrattiva ma motivata dalla scelta di non aspettare la cataratta. Il cristallino naturale, ormai poco efficace per l’accomodazione, viene sostituito con una lente premium che restituisce visione nitida a tutte le distanze.

I difetti refrattivi molto elevati (miopie sopra le -10 diottrie, ipermetropie sopra le +4) non sono più facilmente correggibili con il laser dopo una certa età, e con l’avvicinarsi della cataratta diventa più razionale anticipare l’intervento facorefrattivo, ottenendo in un’unica operazione la correzione del difetto refrattivo e la prevenzione della futura cataratta.

Un astigmatismo regolare superiore alle 0,75-1,00 diottrie, se non corretto durante l’intervento di cataratta, lascerebbe il paziente dipendente dagli occhiali anche dopo l’operazione. L’impianto di una lente intraoculare torica risolve definitivamente il problema, restituendo nitidezza piena per la distanza target.

Come si svolge l’intervento facorefrattivo

La chirurgia facorefrattiva è una delle procedure più sicure e collaudate della medicina moderna. Si esegue ambulatorialmente, in anestesia locale (gocce di collirio anestetico), senza ricovero. Ogni occhio richiede circa 10-15 minuti effettivi, e i due occhi vengono di norma operati in giorni distinti.

  • Preparazione: applicazione del collirio anestetico e dilatazione della pupilla
  • Microincisione corneale: incisione di circa 2 mm che funge da accesso per gli strumenti
  • Capsuloressi: apertura della capsula anteriore del cristallino, eseguita manualmente o assistita dal laser a femtosecondi
  • Facoemulsificazione: il cristallino viene frammentato delicatamente con gli ultrasuoni e aspirato
  • Impianto della lente intraoculare: la nuova lente viene iniettata ripiegata attraverso la microincisione e si apre nel sacco capsulare, restando in posizione definitiva
  • Chiusura: l’incisione è così piccola che si chiude spontaneamente, senza necessità di punti di sutura

L’intervento si svolge sotto il microscopio operatorio Zeiss Lumera, una delle strumentazioni più evolute al mondo per la chirurgia del segmento anteriore.

In casi selezionati l’intervento viene eseguito con il supporto del laser a femtosecondi (femto-cataratta o femto-facorefrattiva), che esegue automaticamente la capsuloressi, la frammentazione del cristallino e le incisioni corneali con precisione sub-millimetrica.

È una tecnica utile in particolari condizioni anatomiche, quando si vuole ridurre l’energia ultrasonica trasmessa all’occhio o quando si impianta una lente premium che richiede massima precisione nel posizionamento.

Recupero e post-operatorio

Una delle caratteristiche più apprezzate della chirurgia facorefrattiva moderna è la rapidità del recupero. Subito dopo l’operazione il paziente vede già in modo diverso, sebbene la visione finale si stabilizzi nell’arco di qualche settimana.

  • Subito dopo l’intervento: leggero annebbiamento e occhio appena arrossato, fastidi di entità trascurabile, nessun dolore
  • Giorno successivo: visita di controllo, generalmente con visione già ampiamente recuperata
  • Prima settimana: colliri antibiotici e antinfiammatori secondo schema personalizzato; ripresa progressiva delle normali attività quotidiane
  • Prime 4-6 settimane: stabilizzazione progressiva della refrazione e del risultato visivo; con le multifocali, periodo di adattamento neurale

Chirurgia facorefrattiva o laser corneale: come si decide

Una delle domande più frequenti riguarda la scelta tra un intervento sulla cornea (Femto-LASIK, CLEAR/SMILE) e la chirurgia facorefrattiva con sostituzione del cristallino. La risposta dipende soprattutto da età, entità del difetto refrattivo e stato del cristallino naturale.

  • Sotto i 45-50 anni con difetti refrattivi moderati: la prima scelta è il laser corneale (Femto-LASIK o CLEAR), che rispetta il cristallino naturale e la sua capacità di accomodare.
  • Sotto i 45-50 anni con difetti refrattivi moderati: la prima scelta è il laser corneale (Femto-LASIK o CLEAR), che rispetta il cristallino naturale e la sua capacità di accomodare.
  • Tra i 50 e i 60 anni con presbiopia che inizia a influenzare le attività quotidiane: la chirurgia facorefrattiva (o lensectomia refrattiva) diventa progressivamente la scelta più razionale, anche in assenza di cataratta conclamata
  • Sopra i 60 anni con segni iniziali di cataratta: l’intervento facorefrattivo è la scelta naturale, perché risolve in un’unica operazione cataratta e difetti visivi.
  • Difetti refrattivi molto elevati (oltre -10 di miopia o +5 di ipermetropia) a qualsiasi età: se non sono indicate le lenti fachiche, la facorefrattiva diventa la soluzione preferibile.

Casi particolari nella chirurgia facorefrattiva

I pazienti che hanno già fatto un intervento laser sulla cornea (Femto-LASIK, PRK, LASIK) presentano una cornea modificata dall’operazione precedente: il calcolo della lente intraoculare è quindi più complesso e richiede formule biometriche dedicate (Barrett True-K, Haigis-L, ASCRS). La nostra grande esperienza nel campo della chirurgia refrattiva ci permette di affrontare questi casi con la stessa precisione delle situazioni standard.

La presenza di un cheratocono richiede una valutazione attenta della stabilità della cornea e del tipo di lente da impiantare. In casi selezionati è possibile combinare la chirurgia facorefrattiva con un trattamento di cross-linking corneale per stabilizzare l’occhio.

Il Prof. Leccisotti ha pubblicato per primo a livello internazionale sulla strategia delle lenti intraoculari nel cheratocono.

Le formule biometriche di ultima generazione (Barrett Universal II, Hill-RBF, Kane) ci permettono di ottenere risultati molto accurati anche su bulbi oculari estremi, condizione che storicamente è sempre stata una sfida nella chirurgia della cataratta.

Perché scegliere Siena Eye Laser per la chirurgia facorefrattiva

  • Approccio refrattivo dichiarato: ogni intervento di cataratta è progettato come chirurgia refrattiva a tutti gli effetti, con biometrie ad altissima precisione e una scelta della lente personalizzata sul singolo paziente
  • Certificazione CERSOI: il centro è certificato dalla Società Oftalmologica Italiana sia per la chirurgia della cataratta sia per la chirurgia con laser a eccimeri
  • Equipe specializzata: i nostri chirurghi della cataratta (Prof. Leccisotti, Dr. Malandrini, Dr. Posarelli) hanno casistiche operatorie tra le più ampie del centro Italia e pubblicano regolarmente su riviste internazionali
  • Tecnologie di ultima generazione: microscopio Zeiss Lumera, tre laser a femtosecondi Ziemer per la femto-cataratta, laser Nd:YAG Zeiss Visulas III per la capsulotomia post-operatoria, diagnostica completa e biometria ottica ad alta precisione
  • Ridondanza tecnologica: la dotazione multipla di laser garantisce la continuità del servizio anche durante i cicli di manutenzione, senza rinvii per il paziente
  • Trasparenza tariffaria: tariffe pubbliche e chiare — 1.650 € per occhio con lente monofocale, 2.000 € per occhio con lente EDOF o trifocale, comprese le normali visite di controllo (vedi pagina tariffe)

Costo della chirurgia facorefrattiva

Le tariffe per l’intervento facorefrattivo a Siena Eye Laser sono trasparenti e comprendono l’intero percorso (intervento, lente intraoculare e visite di controllo previste dal protocollo):

  • Intervento facorefrattivo con lente intraoculare monofocale: 1.650 € per occhio
  • Intervento facorefrattivo con lente EDOF o trifocale: 2.000 € per occhio

Le lenti toriche personalizzate per l’astigmatismo possono comportare un sovrapprezzo che viene sempre concordato in fase di pianificazione. L’intervento è detraibile al 19% come spesa sanitaria. Vai alla pagina tariffe per il quadro completo.

Domande Frequenti

Che cos’è la chirurgia facorefrattiva?


La chirurgia facorefrattiva è l’evoluzione moderna dell’operazione di cataratta: non si limita a restituire trasparenza all’occhio, ma progetta il risultato visivo finale per ridurre o eliminare la dipendenza dagli occhiali. Il nome unisce facoemulsificazione (la tecnica con cui si rimuove il cristallino) e refrattiva (la correzione dei difetti visivi).

Cosa la distingue dalla cataratta tradizionale:

  • La cataratta tradizionale rimuove il cristallino opaco e impianta una lente monofocale a una sola distanza: il paziente resta spesso dipendente dagli occhiali.
  • La facorefrattiva pianifica in anticipo la refrazione target e sceglie la lente su misura (monofocale, torica, EDOF, trifocale).

Presso Siena Eye Laser ogni intervento di cataratta viene affrontato con l’approccio facorefrattivo: la cornea e il bulbo vengono studiati con la stessa precisione della chirurgia refrattiva pura, con biometria ad altissima precisione e formule di calcolo evolute (Barrett, Hill-RBF, Hoffer QST). L’obiettivo è la qualità finale della visione e l’autonomia dagli occhiali. La lente viene scelta in base all’anatomia dell’occhio, allo stile di vita e alle aspettative del paziente.

In cosa si differenzia dalla cataratta tradizionale?


La differenza principale è l’obiettivo: la cataratta tradizionale mira solo a ripristinare la trasparenza, mentre la chirurgia facorefrattiva progetta anche la qualità visiva finale per ridurre la dipendenza dagli occhiali. La tecnica chirurgica di base è la stessa; cambia la pianificazione.

Confronto:

  • Cataratta tradizionale: lente monofocale a fuoco su una sola distanza (di norma il lontano); occhiali spesso necessari per lettura e distanze intermedie.
  • Chirurgia facorefrattiva: refrazione target pianificata in anticipo; lente scelta su misura (monofocale, torica per l’astigmatismo, EDOF, trifocale); astigmatismo corneale corretto contemporaneamente.

La facorefrattiva utilizza biometria ad altissima precisione e formule di calcolo evolute (Barrett, Hill-RBF, Hoffer QST) per ridurre al minimo lo scarto refrattivo finale. In pratica, la trasparenza dell’occhio diventa solo il punto di partenza: il vero obiettivo è l’autonomia visiva alle distanze prioritarie per il paziente. Questo approccio richiede uno studio accurato della cornea e del bulbo, esattamente come nella chirurgia refrattiva pura. La scelta della lente e della refrazione target si costruisce insieme al paziente durante la visita pre-operatoria.

Quando è indicata la chirurgia facorefrattiva?


La chirurgia facorefrattiva è indicata sia in presenza di cataratta sia come soluzione a presbiopia e difetti visivi elevati oltre una certa età. L’approccio consente di correggere in un’unica operazione più problemi visivi.

Situazioni in cui è indicata:

  • Cataratta iniziale o avanzata: momento ideale per correggere anche miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia preesistenti.
  • Presbiopia con cristallino non ancora opaco (oltre i 50-55 anni): come alternativa agli occhiali, con la lensectomia refrattiva.
  • Miopia o ipermetropia elevata oltre i 50 anni: difetti non più facilmente correggibili con il laser.
  • Astigmatismo significativo associato a cataratta: risolto con una lente torica.

Alcuni segnali che possono indicare una cataratta iniziale: lettura affaticata, sensibilità alle luci, colori meno vividi, difficoltà nella guida notturna. Quando la facorefrattiva viene proposta in assenza di cataratta conclamata, si parla più propriamente di lensectomia refrattiva (o refractive lens exchange): si sceglie di non aspettare la cataratta per correggere la presbiopia o difetti elevati. L’indicazione precisa e la refrazione target si definiscono durante la visita pre-operatoria, sulla base degli esami diagnostici e delle priorità visive.

Come si svolge l’intervento facorefrattivo?


L’intervento facorefrattivo si svolge ambulatorialmente, in anestesia locale (gocce di collirio anestetico), senza ricovero. Ogni occhio richiede circa 10-15 minuti effettivi e i due occhi vengono di norma operati in giorni distinti. È una delle procedure più sicure e collaudate della medicina moderna.

Le fasi dell’intervento:

  • Preparazione: collirio anestetico e dilatazione della pupilla.
  • Microincisione corneale: incisione di circa 2 mm per l’accesso degli strumenti.
  • Capsuloressi: apertura della capsula anteriore del cristallino, manuale o assistita dal laser a femtosecondi.
  • Facoemulsificazione: il cristallino viene frammentato con gli ultrasuoni e aspirato.
  • Impianto della lente: la lente viene iniettata ripiegata attraverso la microincisione e si apre nel sacco capsulare.
  • Chiusura: l’incisione è così piccola da chiudersi spontaneamente, senza punti di sutura.

L’intervento si esegue sotto il microscopio operatorio Zeiss Lumera, tra le strumentazioni più evolute al mondo per la chirurgia del segmento anteriore. In casi selezionati si utilizza il supporto del laser a femtosecondi (femto-facorefrattiva). Le indicazioni personalizzate su preparazione e decorso vengono fornite in visita.

L’intervento di cataratta facorefrattiva fa male?


No, l’intervento di cataratta facorefrattiva non è doloroso. Si esegue in anestesia locale con gocce di collirio anestetico e, subito dopo, i fastidi sono di entità trascurabile. Non è previsto ricovero.

Cosa aspettarsi dal punto di vista del comfort:

  • Durante l’intervento: anestesia con collirio; nessun dolore.
  • Subito dopo: leggero annebbiamento e occhio appena arrossato, fastidi di entità trascurabile, nessun dolore.
  • Giorno successivo: visita di controllo, con visione generalmente già ampiamente recuperata.

La procedura è tra le più sicure e collaudate della medicina moderna. L’anestesia in gocce evita le iniezioni e rende l’esperienza ben tollerata. Nella prima settimana si utilizzano colliri antibiotici e antinfiammatori secondo uno schema personalizzato, e si riprendono progressivamente le normali attività quotidiane. La visione finale si stabilizza nell’arco di qualche settimana; con le lenti multifocali è previsto un periodo di adattamento neurale. Ogni dettaglio sul decorso post-operatorio e sulle eventuali sensazioni transitorie viene illustrato durante la visita pre-operatoria e nei controlli programmati.

Qual è il recupero dopo la chirurgia facorefrattiva?


Il recupero dopo la chirurgia facorefrattiva è rapido: subito dopo l’operazione il paziente vede già in modo diverso, mentre la visione finale si stabilizza nell’arco di qualche settimana. È una delle caratteristiche più apprezzate della tecnica moderna.

Le fasi del recupero:

  • Subito dopo l’intervento: leggero annebbiamento e occhio appena arrossato, fastidi trascurabili, nessun dolore.
  • Giorno successivo: visita di controllo, con visione generalmente già ampiamente recuperata.
  • Prima settimana: colliri antibiotici e antinfiammatori secondo schema personalizzato; ripresa progressiva delle normali attività.
  • Prime 4-6 settimane: stabilizzazione progressiva della refrazione e del risultato; con le multifocali, adattamento neurale.

Il secondo occhio viene operato dopo qualche giorno o qualche settimana dal primo. Le visite di controllo previste dal protocollo sono comprese nel costo dell’intervento. Il recupero è quindi generalmente confortevole e graduale, con un miglioramento percepibile fin da subito. Le indicazioni personalizzate su tempi e precauzioni – ad esempio per attività specifiche – vengono fornite nei controlli post-operatori, sulla base dell’andamento individuale.

Con la chirurgia facorefrattiva posso davvero liberarmi degli occhiali?


Dipende dalla lente scelta. La chirurgia facorefrattiva può ridurre molto o eliminare la dipendenza dagli occhiali, ma il grado di autonomia varia in base al tipo di lente intraoculare impiantata.

In base alla lente:

  • Monofocale: indipendenza per la distanza scelta (di norma il lontano); occhiali per la lettura.
  • EDOF: grande autonomia da lontano e a distanze intermedie; possibile occhialino leggero per la lettura prolungata.
  • Trifocale: obiettivo di piena indipendenza a tutte le distanze, accettando piccoli effetti ottici (aloni, leggero calo del contrasto) come compromesso.

La scelta della lente è quindi decisiva per il risultato ed è personalizzata sulle priorità visive e sullo stile di vita del paziente. È importante partire da aspettative realistiche: le lenti multifocali offrono grande autonomia, ma comportano piccoli compromessi ottici e un periodo di adattamento neurale. La refrazione target e il tipo di lente più adatti a te vengono definiti durante la visita pre-operatoria, così da bilanciare autonomia dagli occhiali e qualità della visione secondo le tue esigenze.

Meglio la chirurgia facorefrattiva o il laser corneale?


Dipende soprattutto da età, entità del difetto e stato del cristallino. In generale, sotto i 45-50 anni con difetti moderati si preferisce il laser corneale; con l’avanzare dell’età o in presenza di cataratta diventa più razionale la chirurgia facorefrattiva.

Come si orienta la scelta:

  • Sotto i 45-50 anni, difetti moderati: prima scelta il laser corneale (Femto-LASIK o CLEAR), che rispetta il cristallino naturale.
  • Tra i 50 e i 60 anni con presbiopia che limita le attività: la facorefrattiva (o lensectomia refrattiva) diventa progressivamente più razionale, anche senza cataratta conclamata.
  • Sopra i 60 anni con segni iniziali di cataratta: la facorefrattiva è la scelta naturale, perché risolve in un’unica operazione cataratta e difetti visivi.
  • Difetti molto elevati (oltre -10 di miopia o +5 di ipermetropia) a qualsiasi età: se non sono indicate le lenti fachiche, la facorefrattiva è preferibile.

Il laser agisce sulla cornea; la facorefrattiva sostituisce il cristallino. La scelta definitiva si fa durante la visita pre-operatoria, sulla base di tutti gli esami diagnostici e delle priorità visive del paziente.

Posso fare la chirurgia facorefrattiva se ho già fatto il laser anni fa?


Sì, si può fare la chirurgia facorefrattiva anche dopo un precedente intervento laser sulla cornea. È una situazione gestita regolarmente presso Siena Eye Laser. Richiede semplicemente un calcolo biometrico più sofisticato della lente intraoculare.

Perché serve un calcolo dedicato:

  • Un occhio già operato con laser (Femto-LASIK, PRK, LASIK) ha una cornea modificata dall’operazione precedente.
  • Il calcolo della lente è quindi più complesso e richiede formule biometriche dedicate (Barrett True-K, Haigis-L, ASCRS).

La grande esperienza del centro nella chirurgia refrattiva consente di affrontare questi casi con la stessa precisione delle situazioni standard. Aver fatto il laser in passato non rappresenta quindi un ostacolo: al contrario, è una condizione frequente e ben conosciuta. Anche i cosiddetti bulbi oculari estremi (assi molto lunghi o molto corti), che storicamente sono sempre stati una sfida nella chirurgia della cataratta, oggi si affrontano con risultati molto accurati grazie alle formule di ultima generazione (Barrett Universal II, Hill-RBF, Kane). La fattibilità e la strategia migliore vengono definite in visita, con la diagnostica completa.

Che cos’è la femto-facorefrattiva (femto-cataratta)?


La femto-facorefrattiva è l’intervento facorefrattivo eseguito con il supporto del laser a femtosecondi. Il laser esegue automaticamente alcune fasi chiave con precisione sub-millimetrica. Viene utilizzata in casi selezionati.

Cosa fa il laser a femtosecondi:

  • Esegue la capsuloressi (apertura della capsula anteriore).
  • Effettua la frammentazione del cristallino.
  • Realizza le incisioni corneali con precisione sub-millimetrica.

È una tecnica utile in particolari condizioni anatomiche, quando si vuole ridurre l’energia ultrasonica trasmessa all’occhio o quando si impianta una lente premium che richiede la massima precisione nel posizionamento. Siena Eye Laser dispone di tre laser a femtosecondi Ziemer dedicati, che garantiscono la continuità del servizio anche durante i cicli di manutenzione. La femto-facorefrattiva rappresenta quindi un’opzione tecnologica avanzata all’interno del percorso di cataratta, riservata ai casi in cui offre un reale vantaggio. L’indicazione all’uso del laser a femtosecondi viene valutata dallo specialista in base alle caratteristiche del singolo occhio e alla lente prevista.

Quanto dura l’adattamento a una lente trifocale?


L’adattamento neurale a una lente trifocale richiede in genere alcune settimane. Nella maggior parte dei pazienti si completa entro 2-3 mesi. È un processo naturale, con cui il cervello impara a gestire la visione a tutte le distanze.

Cosa aspettarsi durante l’adattamento:

  • Primi giorni-settimane: si possono percepire aloni intorno alle luci notturne e un’immagine non perfettamente “unica”.
  • Progressivamente: il cervello impara a selezionare l’immagine più nitida a seconda della distanza.
  • Entro 2-3 mesi: nella maggior parte dei pazienti l’adattamento è completo.

Gli effetti ottici iniziali (aloni, leggero calo del contrasto) sono il piccolo compromesso tipico delle lenti multifocali, in cambio della piena autonomia dagli occhiali a tutte le distanze. Conoscere in anticipo questa fase aiuta a viverla con serenità. È importante partire da aspettative realistiche: le lenti trifocali offrono grande indipendenza, ma richiedono pazienza nelle prime settimane. La scelta tra monofocale, EDOF e trifocale tiene conto anche della tolleranza individuale a questi fenomeni e viene condivisa con il paziente durante la visita pre-operatoria.

Quanto costa la chirurgia facorefrattiva?


Il costo della chirurgia facorefrattiva presso Siena Eye Laser è di 1.650 € per occhio con lente monofocale e 2.000 € per occhio con lente EDOF o trifocale. Le tariffe sono trasparenti e comprendono l’intero percorso: intervento, lente intraoculare e visite di controllo previste dal protocollo.

Riepilogo tariffe:

  • Lente monofocale: 1.650 € per occhio.
  • Lente EDOF o trifocale: 2.000 € per occhio.
  • Lenti toriche personalizzate (per l’astigmatismo): possibile sovrapprezzo, sempre concordato in fase di pianificazione.

L’intervento è detraibile al 19% come spesa sanitaria. Un valore aggiunto della tariffa è l’inclusione delle normali visite di controllo previste dal protocollo, che fanno parte del percorso post-operatorio. Il preventivo definitivo dipende dal tipo di lente scelta, individuata in base alle priorità visive e all’anatomia dell’occhio durante la visita pre-operatoria. La clinica non è convenzionata con enti assicurativi, ma chi dispone di una polizza può valutare la forma indiretta di rimborso. Per il quadro completo e aggiornato è disponibile la pagina tariffe.